Taibo

Castello di Taibo (Castrum Taibi)

La prima memoria di Taibo risale al 1220; l’antica Chiesa di Taibo sec. XIV-XV) già del “plebatu Montis Sorbi”, poi della Chiesa di Ravenna e della Pieve di San Damiano era situata all’interno della Rocca o Castello (“Castrum Taibi”). Signore del luogo era Federighino Malatesta che possedeva Rontagnano. In tempi successivi gli Onesti – nel frattempo sempre più numerosi – dovettero procedere a frammentare in più parti i loro beni; ciò fece insorgere tensioni all’interno della famiglia: i contrasti spesso sfociavano in liti, a volte anche cruente, creando così la premessa ad un lento declino, cui seguirà la perdita della maggior parte dei possedimenti. Alcune di queste baruffe sono state documentate e datate all’inizio della seconda metà del XIII secolo da Fantuzzi: i fatti riguardarono Onesto di Ravenna e Rainerio di Montecastello, per questioni riguardanti il castello di Taibo; un’altra lite tra Onesto e Alberico del fu Saraceno, che interviene anche in occasione dell’omicidio, perpetrato da Nomai di Colonnata, di un certo Zaulo, fratello del prete dello stesso luogo. Nel 1371 nella Rocca di Taibo (Taibo Alta) si contavano 32 focolari (circa centocinquanta abitanti) e secondo la tesi dell’Amati di Svignano – che rilevò più volte Taibo con la scritta “Faibo” o in altro modo – questo poteva essere quel “Bobio” o “Bobbio” cercato invano da tanti autori e che dava pure il titolo di Conte ai Vescovi di Sarsina. Taibo per tutto il trecento riveste il ruolo del capoluogo: è qui infatti che risiedono i principali rappresentanti degli arcivescovi ed è qui che di conseguenza vengono gestite la giustizia e l’economia. La denominazione “Terre del Podere” risale perlomeno al 1303: lo si deduce da un atto, redatto nella casa “iuridica” del borgo di Taibo. La Desriptio Romandiole del cardinale Anglic (1371) evidenzia che nel vicariato di Bobbio le “Terre del Podere” sono ancora compattate sotto gli arcivescovi di Ravenna e lo resteranno ancora a lungo: tant’è che un istrumento del 1388, nel ribadire un contratto stipulato nel 1369, rinnova i privilegia agli abitanti del castello di Taibo e degli altri circostanti (Mastro, Massa, Monte Sasso, Borgo San Damiano, Colonnata, Serizola – Sanzola e Piaia) acquistati anticamente da Dino e dagli altri della famiglia Onesti di Ravenna.

testo a cura di Edoardo Turci