Colonnata

Castello di Colonnata (Castrum Colonatae)

Ubicato sin dai tempi antichi “su di una rupe rocciosa sulla riva del fiume Savio, sulla strada per cui si va in Toscana, con terra fortissima, e 28 focolari…”, del Castello di Colonnata si rintracciano memorie fin dal 1085, quando il vescovo Geremia concesse ad Ugone Tebaldi e consorte, donna Gualchena di Cesena, due parti di questo castello ed una invece ai conti Ubaldo e Bidone. Nel 1220 – dopo oltre cento anni di possesso dei Tiberti – l’imperatore Federico II confermò al vescovo Alberico di Sarsina il castello di Colonnata e poco più di settant’anni dopo, nel 1292, Giovanni Fantino degli Honesti vende all’arcivescovo di Ravenna, metà della torre “Castri Colonnate” e parte del castello con terreni fra il fiume Savio, Monte Pelano e il castello di Rontagnano. Si ha pure notizia, tramite gli Annales che nel 1334 a seguito di una lite avvenuta fra gli abitanti di Colonnata (con l’uccisione di un giovane di loro) e quelli di San Damiano per ritorsione andarono nel Burnus S. Damiani e lì bruciarono case e la Pieve. Nel 1415 Gregorio XII confermava per dieci anni il vicariato su Colonnata, (anche Taibo, Monte Sasso, Monte Petra, Piaia, Mercato Saraceno), che Malatesta Malatesti aveva recuperato allo stato ecclesiastico. Alla fine del Quattrocento, Pandolfo Malatesta per conto della Santa Sede, occupò questo castello fino al 1502 quando ne entrò in possesso Cesare Borgia, alla caduta del quale tornò sempre alla Chiesa. Esisteva a Colonnata un convento di frati dell’ordine dei carmelitani calzati a S. Maria in Curia Colomnata o Coronata (località Le Greti, diocesi di Sarsina). Si vede per la prima volta il 21 aprile 1511; fu sopresso circa una ventina d’anni dopo poiché lo si nomina l’ultima volta il 2 luglio 1533. dentro il recinto (territorio) della Parrocchia di Colonnata “trovavansi anticamente sei chiese; la prima dentro il castello di Colonnata stesso, sotto il titolo de S. Apostoli Filippo e Jacopo, che offiziavasi in luogo della Parochiale per esser non lungi dall’abitazione del parroco; questa corre voce rovinasse fin dal 1720 circa essendo parroco in allora don Sebastiano Montalti”. Nel XV secolo il fondo “Casa Campo” e il fondo “Volente Molendini” vengono indicati nel territorio “di Colonnata”, posto sul Savio e appartenente agli arcivescovi di Ravenna, viene evidenziato in uno schizzo del 1568 riguardante vari mulini della zona.

testo a cura di Edoardo Turci